Ansia e Psicoterapia Bionomico-Autogena

L’ansia sia generalizzata che come attacco di panico è un disturbo ampiamente diffuso tra la popolazione ed esistono indicazioni perché la psicoterapia bionomico-autogena possa dare risposte molto efficaci. Non soltanto la semplice applicazione delle tecniche autogene in senso educativo sembra dare evidenze in questo senso, ma anche la più complessa e più recente psicoterapia bionomico-autogena sembra avere capacità in tale direzione.

Il training autogeno come tecnica naturale anti-ansia

Diverse esperienze cliniche di molti autori (Luthe, 1969; Hoffmann,1980; Ranty, 19?? Widmann, 2007; Gastaldo e Ottobre) hanno riconosciuto da tempo il valore del training autogeno nel controllo dei disturbi ansiosi. Anche la stessa ricerca empirica ne ha ugualmente riconosciuto sia l’efficacia che l’efficienza nel ridurre l’ansia di grado lieve e medio. A partire dagli studi meno recenti di Stetter, 1994 e di Sakai, 1997, molte ricerche hanno evidenziato, anche più recentemente, questa sua capacità di attenuare stati ansiosi in diversi contesti (Kanji e White, 2004); Miu et al., 2009). Inoltre due metanalisi (Linden, 1994; Stetter e Kupper, 2002) hanno ribadito come il training autogeno possa essere utilizzato da solo o come terapia complementare nei disturbi ansiosi. In tutte queste ricerche il training autogeno è stato per lo più utilizzato per brevi periodi (fino a tre mesi) e soltanto nella sua forma base. Ma è maggiormente nelle esperienze cliniche personali di singoli autori, così come riportato nei loro manuali (Hoffmann, 1980; Gastaldo e Ottobre, Ranty, 1990; Widmann, 2007), che tale tecnica è stato utilizzata anche nella sua interezza di training autogeno di base e training autogeno avanzato analitico e nella sua completezza di psicoterapia, soprattutto per periodi lunghi, anche superiori ai due anni. Tale psicoterapia è oggi chiamata psicoterapia autogena o psicoterapia bionomica o psicoterapia bionomico-autogena.

Il training autogeno integrato nella psicoterapia bionomico-autogena

Circa vent’anni dopo la creazione della sua tecnica più famosa, nel 1951 Schultz propose un modello di psicoterapia all’interno del quale usare la tecnica che aveva inventato e la chiamò bionomica per sottolinearne la coerenza con le leggi biologiche. Rispetto a un uso del training autogeno quasi di tipo medico, come quello descritto in precedenza, la psicoterapia bionomico-autogena ha il vantaggio di porre l’attenzione terapeutica anche sulla relazione psicoterapeuta-paziente e sulla specifica personalità del paziente.

Quando viene utilizzato in psicoterapia bionomico-autogena, oltre agli effetti naturali anti-ansia suddetti, vengono utilizzati anche altri aspetti del training autogeno: soprattutto l’alleanza terapeutica, l’effetto introspettivo e l’effetto produttore di immagini inconsce. Questi ultimi due effetti ampliano ancora di più le possibilità terapeutiche poiché consentono al paziente di accedere alla conoscenza del suo mondo interiore, dove risiedono le sue ansie e le sue paure, e poterle affrontare in modo più gestibile. L’aspetto più importante è che il paziente può farlo da uno stato più tranquillo, più rilassato, più disteso, che consente di base già un certo controllo delle sue ansia o del suo panico.

Il trattamento dell’ansia con la psicoterapia bionomico-autogena

L’emergere naturale, durante gli esercizi, soprattutto di quelli avanzati, di immagini inconsce è fondamentale per la terapia del paziente. La teoria bionomica schultziana spiega come queste immagini appartengano alla parte più profonda dell’organismo, quella in cui risiedono gli engrammi, immagini archetipiche indifferenziate e dotate anche di proprietà risananti. Quindi queste immagini esprimono sia aspetti angosciosi, che in genere conducono il paziente dal terapeuta, ma anche aspetti risananti, che consentono il recupero dell’equilibrio psichico e fisico del paziente. Quando il paziente arriva in terapia è in genere di fronte soltanto alle sue parti più angosciose. Durante la terapia impara via via a conoscere l’esistenza di questi altri aspetti più positivi. È una sana interazione tra questi opposti aspetti che consente al paziente di realizzare le sue potenzialità. L’ansia si attenuerà non solo per gli effetti di base del training autogeno, ma nel lavoro di psicoterapia verranno poste dal paziente le premesse perché essa non si ripresenti, o se si ripresenta, perché se ne comprenda l’origine e sia quindi più tranquillamente o serenamente gestibile.

 

(a cura di Walter Orrù)

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