Raccolta di articoli scientifici sul Post-Infarto

Esperienze di attuazione di una psicoterapia di gruppo orientata dinamicamente in pazienti con infarto del miocardio e delle loro partners
Eichorn G., Eichorn H., Anders G., Geissler W.
Zeitschrift für die Gesamte innere Medizinund ihre Grenzgebiete, 35:611-615, 1980

Riassunto della ricerca
È stato riferito sulle prestazioni di colloqui di gruppo orientati psicodinamicamente con 5 pazienti con infarto miocardico e le loro mogli nell’ambito della riabilitazione psichica in fase II. Sono stati eseguiti in ambulatorio 30 incontri di gruppo della durata di 2 ore ciascuno con una frequenza settimanale. All’inizio l’attuazione di un metodo di rilassamento, il training autogeno, per favorire la motivazione del paziente verso una elaborazione indipendente del problema nel gruppo e per ridurre l’incapacità di rilassamento spesso esistente nei pazienti con infarto miocardico, che si è rivelata essere favorevole. Prima dell’inizio e dopo la fine del gruppo sono state effettuati colloqui psicodiagnostici. Anche se le differenze nei risultati dei valori delle prove sono risultate poco significative sul piano statistico, i risultati ottenuti nel corso dei colloqui di gruppo devono essere stimati come un successo. La riflessione sullo scopo e l’analisi soprattutto delle interazioni tra i coniugi possono essere ottenuti dopo una lunga fase iniziale. Le conclusioni sono state tratte per ulteriori lavori in questo campo.

Il training autogeno nella gestione della sintomatologia in donne con dolore toracico e coronarie normali
Asbury E.A., Kanji N., Ernst E., Barbir M., Collins P.
Menopause, 16:60-65, 2009

Riassunto della ricerca
Gli obiettivi della ricerca sono quelli di esplorare il training autogeno come trattamento contro la morbilità psicologica, per la sintomatologia, come marcatore fisiologico di stress tra le donne con dolore toracico, e come esercizio test positivo per l’ischemia miocardica e per le arterie coronarie normali (sindrome cardiaca X). Cinquantatrè donne con sindrome cardiaca X sono state attribuite a random a un programma di trattamento con training autogeno di 8 settimane o al controllo dei sintomi con il diario. La gravità dei sintomi e la frequenza, l’Hospital Anxiety and Depression Scale, lo Spielberger State-Trait Anxiety Inventory, l’Ansia Cardiaca Questionnaire (CAQ), e il Ferrans e Powers Quality of Life Index (QLI), la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, l’elettrocardiogramma, e le catecolamine plasmatiche sono state misurate prima e dopo il trattamento e a 8 settimane di follow-up. Le donne che sono state sottoposte al training autogeno avevano migliorato la frequenza dei sintomi (8.04 + / – 10,08 vs 1.66 + / – 2.19, p <0.001) rispetto alle donne di controllo, migliorato la riduzione di gravità dei sintomi (2.08 + / – 1.03 vs 1.23 + / – 1.36, P = 0.02) e la frequenza (6.11 + / – 3.17 vs 1.66 + / – 2.19, p <0.001 G) dopo il training autogeno rispetto alla misurazione basale nel gruppo. All’interno del gruppo i miglioramenti tra le donne che sono state sottoposte al training autogeno includono i QLI salute funzionante (17.80 + / – 5.74 vs 19.41 + / – 5.19, P = 0.04) e la CAQ paura (1.53 + / – 0.61 vs 1.35 + / – 0.56, P = 0.02) dopo il training autogeno e la QLI salute funzionante (17.80 + / – 5.74 vs 20.09 + / – 5.47, P = 0.01), la CAQ paura (1.53 + / – 0.61 vs 1.30 + / – 0.67, P = 0.002), la totale CAQ (1,42 + / – 0.54 vs 1.29 + / – 0,475, p = 0,04), l’ansia di tratto dello Spielberger State-Trait Anxiety Inventory (42.95 + / – 11.19 vs 38.68 + / – 11.47, P = 0.01), e la QLI qualità della vita (20.67 + / – 5.37 vs 21,9 + / – 4.89, P = 0.02), al controllo di follow-up. Le conclusioni sono che il programma di training autogeno di 8 settimane migliora la frequenza dei sintomi, con miglioramenti vicini alla significatività nella gravità dei sintomi delle donne con sindrome cardiaca X.

Riorganizzazione del ritmo cerebrale e cardiaco durante il training autogeno
Kim D.K., Rhee J.H., Kang S.W.

Frontiers in Integrative Neuroscience, 7:109, 2014

Riassunto della ricerca
Sono stati esplorati i cambiamenti soggiacenti alla coerenza cardiaca che sono associati con i cambiamenti EEG segnalati in risposta al training autogeno. Abbiamo misurato l’EEG e la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) prima e durante il training autogeno. Quattordici soggetti hanno partecipato allo studio. I punteggi alla coerenza cardiaca sono risultati significativamente aumentati durante il training autogeno, rispetto al valore di riferimento di base (baseline). Abbiamo trovato prossima alla significatività il decremento nell’high beta absolute power, l’aumento dell’alpha relative power e significativi incrementi nella banda di coerenza lower (alpha) inferiore (alfa) e higher (above beta) superiore durante periodi di 3 minuti di training autogeno cardiaco- coerente rispetto ai periodi di 3 minuti di non-coerenza cardiaca del baseline. L’aumento della coerenza e del relative power nella banda alfa e la dimunuzione dell’absolute power nella banda high beta  potrebbero riflettere lo stato di rilassamento durante il training autogeno cardiaco-coerente. L’aumento di coerenza nella banda higher (above beta) potrebbe riflettere l’integrazione locale cortico-corticale e quindi influenzare la riorganizzazione cognitiva, in contemporanea con il rilassamento indotto dal training autogeno. Ulteriori ricerche sono ancora necessarie per una conferma della coerenza cardiaca intesa come una semplice finestra dello stato concentrativo indotto dal training autogeno.

Riabilitazione dopo infarto miocardico: il training autogeno nei gruppi sportivi ambulatoriali
Simma L., Benzer W.

Wiener Medizinischer Wochenschrift, 135:527-531, 1985

Riassunto della ricerca
19 pazienti dopo infarto del miocardio sono stati esaminati in un setting sportivo di pazienti coronarici in gruppo. Un gruppo ha fatto sport e training autogeno, un gruppo solo sport. 7 pazienti tutti appartenenti al gruppo sportivo senza training autogeno ha lasciato precocemente il gruppo sportivo: una chiara indicazione della funzione motivante del training autogeno. Inoltre i risultati hanno mostrato che il “comportamento coronarico A” (comportamento predisponente all’infarto) era meno pronunciato dopo la terapia, e, in particolare, nei pazienti sportivi e praticanti il training autogeno più distintamente che nei pazienti solo sportivi. È stato pertanto evidenziato un effetto prottetivo del training autogeno contro l’infarto del miocardio. Questo effetto sembra esplicarsi nell’aiutare i pazienti a una migliore comprensione del comportamento e sembra anche favorire la loro motivazione per misure profilattiche attive.

Risultati del training autogeno applicato a pazienti con cardiopatia ischemica dopo operazione di bypass aortocoronarico
Rakov A.L., Mandrykin I.V., Zamotaev I.N.

Voen Meditsina Zh, 318:37-41, 1997

Riassunto della ricerca
Sono state studiate le correlazioni psicovegetative e somatiche in 115 pazienti con cardiopatia ischemica che avevano subito un’operazione di bypass aortocoronarico e stavano effettuando lo  stadio di riabilitazione medica in un sanatorio. Per 70 pazienti era stato programmato un trattamento con applicazione di training autogeno, per 45 senza l’uso di training autogeno. La ricerca ha confermato la presenza nei pazienti di disadattamento psicologico, espresso essenzialmente da reazioni astenoneurotiche e ipocondriache. È stato stabilito che la stima dell’espressività della tensione emotiva, indagata con l’aiuto della scala psicometrica di Spilberger, può essere confermata dai parametri della ossidazione dei perossidi dei lipidi e dalla analisi matematica del ritmo cardiaco. L’uso di varianti del training autogeno, modificate dagli autori, ha rivelato miglioramento dei parametri clinici, che riflette lo stato di salute dei pazienti, che correlano con i dati del test psicologico e i risultati della cicloergometria.

Differenziazione nella attribuzione alla terapia psicosomatica susseguente dei pazienti con infarto miocardico
Altmann-Herz U., Reindell A., Petzold E., Ferner H.

Zeitschrif fur Psychosomatische Medizin und Psychoanalyse, 29:234-252, 1983

Riassunto della ricerca
Uno studio sperimentale, basata su impressioni cliniche e considerazioni teoriche verso una differenziazione dei pazienti che hanno sofferto di infarto miocardico, è stato impiegato per indagare la questione della differenziazione per quanto riguarda la terapia psicosomatica specifica. In conformità con altre indagini è stato osservato che i pazienti con infarto cardiaco possono essere classificati in tre gruppi. Le considerazioni teoriche combinate con i risultati degli esperimenti sono state la base per la raccomandazione di misure terapeutiche specifiche per ciascuno dei tre gruppi: terapia sportiva di gruppo per i pazienti più impulsivi, terapia singola e terapia di gruppo per i pazienti con tendenze regressive, terapia di gruppo associata al training autogeno per i pazienti socievoli.

Correlazioni dinamiche tra ritmo cardiaco e cerebrale durante il training autogeno
Kim D.K., Lee K.M., Whang M.C., Kang S.W.

Frontiers in Integrative Neuroscience, 7:414, 2013

Riassunto della ricerca
Questo studio si propone di determinare significativi parametri fisiologici del cervello e del cuore sotto stato concentrativo autogeno, sia in ogni attività e nelle loro correlazioni dinamiche. Variazioni elettrofisiologiche in risposta alla concentrazione autogena sono state esplorate in 12 volontari sani che hanno completato 8 settimane di un corso di formazione di base in training autogeno. La coerenza cardiaca rappresentata dal grado di ordinare in oscillazione intervalli del ritmo cardiaco, è aumentata in modo significativo durante il training autogeno. Sono anche aumentati il relative EEG alpha power e la coerenza alpha lagged. È stato osservato un significativo rallentamento del  parietal peak alpha power. La coerenza cardiaca mediante training autogeno è aumentata con la parietal peak alpha power, ma tale relazione non è stata osservata durante il baseline. È anche aumentata la coerenza media alpha lagged  con la maggiore coerenza cardiaca durante il training autogeno, ma una debole relazione opposta è stata osservata al baseline. La relative alpha power è aumentata con l’aumentare della coerenza del cuore sia durante il training autogeno che durante i periodi baseline. La coerenza cardiaca può essere un marker cardiaco per lo stato autogeno e può anche essere un indicatore generale per lo stato concentrativo in quanto la coerenza del cuore è fortemente correlata con le attività alfa EEG. Si prevede che l’aumento di coerenza cardiaca e le allegate attivazioni alfa EEG, sincronicità cuore-cervello, potrebbe aiutare a recuperare la sincronia fisiologica dopo un periodo di esaurimento omeostatico.

Ridotta variabilità della frequenza cardiaca e tono vagale nell’ansia: tratto vs stato e effetti del training autogeno
Miu A.C., Heilman R.M., Miclea M

Autonomic Neuroscience, 145:99-103, 2009

Riassunto della ricerca
Questo studio ha esaminato la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) in volontari sani che sono stati selezionati per estremi punteggi di ansia di tratto, nel corso di due condizioni psicofisiologiche opposti di stress mentale e di rilassamento indotto dal training autogeno. Intervalli R-R, HF e LF powers, e rapporti LF / HF sono stati ricavati da registrazioni elettrocardiografiche a breve termine effettuate durante lo stress mentale e il rilassamento indotto da training autogeno, con la frequenza respiratoria e la conduttanza cutanea controllata per in tutte le analisi. Il risultato principale è stato che livelli elevati di ansia di tratto sono stati associati con ridotti intervalli R-R e varie condizioni di power HF. In confronto allo stress mentale, il training autogeno ha aumentato l’HRV e facilitato il controllo vagale del cuore. Non ci sono stati effetti significativi dell’ansia di tratto  o delle condizioni psicofisiologiche sul power LF, o sul rapporto LF / HF. Questi risultati supportano l’opinione che l’ansia di tratto, che è un importante fattore di rischio per i disturbi d’ansia e predittore di morbilità e mortalità cardiovascolare, è associata a disfunzione autonomica che sembra probabile svolgere un ruolo patogenetico nel lungo termine.

Il training autogeno riduce l’ansia dopo angioplastica coronarica: un trial clinico randomizzato
Kanji N., White A.R., Ernst E.

American Hearth Journal, 147:10, 2004

Riassunto della ricerca
Il training autogeno è un metodo di autoconcentrazione con un certo potenziale per ridurre l’ansia. Lo scopo dello studio è valutare se il training autogeno abbassa i livelli di ansia sperimentato da pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica. Cinquantanove pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere regolarmente il training autogeno o non ricevere tale terapia in aggiunta alla terapia standard per 5 mesi. La prima misura era il risultato all’ansia di stato a 2 mesi dall’inizio del trattamento. Informazioni di natura qualitativa sono generate da interviste faccia a faccia. L’ansia di stato ha mostrato una significativa differenza tra i due gruppi sia a 2 che a 5 mesi. Questo risultato è stato corroborato da misure di esito secondarie, per esempio, la qualità della vita, e da informazioni qualitative sulle esperienze dei pazienti. I risultati non ci permettono di determinare se gli effetti osservati sono specifici per AT o di natura non specifica. I nostri risultati suggeriscono che il training autogeno può avere un ruolo nel ridurre l’ansia dei pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica.

Il training autogeno: meta-analisi di studi clinici di outcome
Stetter F., Kupper S.

Applied Psychophysiology Biofeedback, 27:45-98, 2002

Riassunto della ricerca
Il training autogeno è un procedimento di auto-rilassamento con cui viene suscitata una determinata risposta psicofisiologica di rilassamento. E’ stata condotta una meta-analisi per valutare l’efficacia clinica del training autogeno. Sono stati trovati settantatré studi controllati di outcome (pubblicati nel periodo 1952-1999). Sessanta studi (35 studi randomizzati controllati [RCT]) erano qualificati per l’inclusione nella meta-analisi. Si è verificato un effect sizes (ES) da medio a grande nel confronto pre-training autogeno post-training autogeno per quanto riguarda gli effetti specifici della malattia, con gli studi randomizzati controllati che mostrano ES grandi. Quando il training autogeno è stato confrontato nelle reali condizioni di controllo, sono stati trovati ES medie. I confronti di training autogeno rispetto ad altri trattamenti psicologici hanno comportato per lo più alcun effetto o piccoli ES negativi. Questo tipo di risultati è rimasto stabile al follow-up. Effetti del training autogeno aspecifici (ad esempio, gli effetti sull’umore, sulle prestazioni cognitive, sulla qualità della vita e sulle variabili fisiologiche) tendevano ad essere ancora più grande degli effetti principali. i Una meta-analisi separata per malattie diverse ha rivelato una significativa riduzione dell’eterogeneità di ES. Effetti positivi (di medio raggio) di training autogeno e di training autogeno nel confronto con i controlli sono stati trovati nella meta-analisi di almeno 3 studi per la cefalea tensiva/emicrania, per l’ipertensione essenziale lieve-moderata, per la malattia coronarica, per l’asma bronchiale, per i disturbi somatoformi tipo dolore (tipo non specificato), per la malattia di Raynaud, per i disturbi d’ansia, per la lieve e moderata depressione/distimia, e per i disturbi funzionali del sonno.