Il sovrappeso e l’obesità portano a rallentare e a impigrire le attività quotidiane per cui diventa progressivamente più facile rinunciare alle passeggiate quotidiane all’aria aperta, rinunciare al fare le scale per prendere l’ascensore, rinunciare alle sane attività in palestra per la comoda poltrona in salotto di fronte alla televisione. Ma questo immobilismo fisico-motorio in realtà è anche interiore ed è dovuto non solo alla stanchezza che il maggior peso dell’obesità comporta, ma anche a una difficoltà ad agire o a fare, che può anche preesistere all’obesità. Soltanto un intervento integrato che preveda la partecipazione del nutrizionista, del trainer di fiducia e di un esperto rieducatore o di uno psicologo possono risolvere il problema. Rivolgersi a queste figure può determinare un efficace cambiamento che può riattivare e stabilizzare la voglia di movimento e di attività fisica e quindi un’azione efficace anche sul sovrappeso alimentare.

L’immobilismo interiore

La scarsa voglia di muoversi, l’abulia fisico-motoria s’instaura rapidamente quando una persona inizia a ingrassare e questo fatto è facilmente collegato alle frustrazioni per il fallimento di diete o per la mancanza di costanza nel mantenere fermi i propositi per il raggiungimento di un sano stile di vita sia alimentare che psico-fisico.

Spesso può sopraggiungere una stanchezza muscolare che obbliga la persona a cercare continuamente riposo e ad evitare qualunque tipo di sforzo. Si può instaurare così una specie di circolo vizioso tale che anche il minimo sforzo genera grande stanchezza e l’individuo per proteggersi è costretto a evitare qualunque tipo di sforzo. Il mangiare in modo eccessivo si rivela talvolta come sfogo a questo genere di situazione.

Alcuni studi hanno evidenziato come talvolta l’immobilismo interiore sia dovuto ad una forma depressiva non ben riconosciuta. Se questo talvolta è vero, e vale la pena fare dei controlli dal medico di fiducia, non sempre la situazione è questa.

Come reagire?

L’azione fondamentale è modificare l’atteggiamento della volontà per iniziare un sano regime di attività fisico-motoria. La volontà non è soltanto lo sforzo psichico che facciamo di fronte al possibile raggiungimento di una meta. Essa implica anche la pianificazione del percorso per raggiungere quella meta e la decisione di attuare quel percorso pianificato. Solo allora può intervenire lo sforzo di volontà. Se manca tutto il resto il rischio è quello di frustrazioni continue per il fallimento del raggiungimento di queste mete.

(a cura di Walter Orrù)

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