Non basta la volontà per dimagrire. Servono anche il controllo dell’azione e la pianificazione dell’adattamento

Non ne siate sorpresi, è proprio così, non basta la volontà per dimagrire!

In una ricerca apparsa sul British Journal of Health Psychology (Godinho e coll., 2014) sono stati messi a fuoco diversi meccanismi psicologici che intervengono nel processo di assunzione controllata di cibo, in particolare frutta e verdura. Affermano gli autori dello studio che lo studio del processo di volontà che aiuta il soggetto a tradurre le proprie intenzioni in azione non possono essere raggiunte attraverso un singolo atto di volontà, ma richiedono anche un considerevole sforzo di volontà. Essi hanno evidenziato come tale sforzo sia collegato all’esistenza nel processo di trasformazione dell’intenzione in azione di due processi: la pianificazione dell’adattamento al risultato da raggiungere e il controllo del processo da intenzione ad azione di ciascuna abitudine (Schwarzer, 2008).

La pianificazione dell’adattamento all’obiettivo da raggiungere

In diversi studi il gruppo di Schwarzer ha individuato nella pianificazione mentale dell’adattamento un importante mediatore che serve a proteggere da ostacoli i piani mentali studiati per raggiungere l’obiettivo (per esempio mangiare solo frutta e verdura o altri comportamenti dietetici). Pertanto la pianificazione mentale con tutti gli step sembra essere fondamentale per raggiungere un determinato obiettivo (Adriaanse, Vinkers e coll., 2011). Ma la pianificazione mentale sembra essere importante anche perché riesce a farci percepire gli eventuali ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo. Quest’ultimo aspetto sembra essere fondamentale per il cambiamento di un’abitudine come per esempio quelle alimentari.(Kwasnicka e coll., 2013).

Il controllo dell’azione ai fini del cambiamento delle abitudini alimentari

Il controllo dell’azione sulle abitudini alimentari si può sintetizzare in tre componenti (Baumeister e Heatherton, 1996). Il soggetto infatti deve essere consapevole del risultato da raggiungere, monitorare il suo attuale comportamento e confrontarlo continuamente con lo standard alimentare che cerca, e infine non sforzarsi di agire d’impulso o per effetto delle abitudini alimentari usuali. Diversi studi (Scholz e coll., 2009; Sniehotta e coll., 2005) hanno dimostrato come la riuscita di una dieta o lo smettere di fumare fossero infatti associati proprio con il controllo dell’azione.