E’ risaputo che il percorso per arrivare ad avere un sano e stabile stile di vita alimentare è complesso, ma raggiungibile attraverso un cambiamento del comportamento alimentare in cui l’intenzione di dimagrire gioca un ruolo fondamentale. Molti studi (Sheeran, 2002; Godin & Conner, 2008; de Bruijn e coll., 2012) hanno evidenziato in questa fase un fenomeno particolare, e cioè la distanza esistente tra le buone intenzioni a dimagrire e la traduzione di queste intenzioni in azione. Paulo Coelho afferma che “la freccia è l’intenzione che si proietta nello spazio. Una volta che è stata scoccata, non c’è più nulla che l’arciere possa fare, tranne osservarne la traiettoria in direzione del bersaglio”. Effettivamente tutto inizia dall’intenzione. È un impulso che origina per lo più dalle parti più profonde del nostro inconscio, ma anche dalla nostra coscienza, e che contiene in sé elementi importanti del piano di azione che verrà sviluppato per raggiungere il dimagrimento stabile.

L’intenzione di dimagrire

Numerosi studi (Wiedemann e coll., 2009; de Vries e coll., 2013; Verbiest e coll., 2014) hanno scoperto che elevati livelli di intenzione attuano più piani di azione e pertanto migliorano le capacità di cambiamento. Uno studio recentissimo (Kasten e coll., 2017) dell’Università di Maastricht ha dimostrato che quando i livelli dell’intenzione ad assumere frutta erano moderati o alti, gli effetti sull’attuazione concreta a consumare frutta erano migliori rispetto ai soggetti che avevano livelli bassi di intenzione. Quindi alti livelli di intenzione possono facilitare enormemente la possibilità di passare all’azione.

Come trasformare l’intenzione in azione?

Ma come trasformare l’intenzione in azione? Prima di tutto l’intenzione va fatta emergere. Deve essere espressa. Spesso quando appare è soltanto qualcosa di abbozzato, di indifferenziato. Spesso è confusa con una serie di abitudini mentali negative che ne ostacolano in partenza l’espressione all’esterno.

Inoltre anche se è collegata a una quantità notevole di energia, essa ha bisogno di essere chiarita nelle sue motivazioni. Infatti è soltanto quando è alimentata da valide motivazioni che l’intenzione può trasformarsi in azione.

La motivazione è infatti la spinta ad agire per raggiungere un obiettivo.

Se l’obiettivo è il dimagrimento quali sono le motivazioni che ci spingono ad intraprendere le azioni necessarie per raggiungerlo?

Esistono due tipi di motivazioni: quelle esterne e quelle interne.

Una motivazione esterna importante è per esempio il caldo consenso che riceviamo da parenti e amici o dal nostro nutrizionista quando perdiamo qualche chilo. Le motivazioni interne sono legate ai nostri valori e bisogni più profondi. Solo quando riconosciamo chiaramente l’esistenza di entrambe  e solo quando esiste un bilanciamento tra questi due tipi di motivazione, solo allora abbiamo elevati livelli di intenzione che ci permettono di passare all’azione e programmare un piano d’azione. Tutti i programmi più avanzati di rieducazione alimentare contengono interventi finalizzati a precisare e definire meglio l’intenzione, oltre che a individuare le motivazioni soprattutto interne (quelle esterne sono spesso già chiare al soggetto) che contengono l’energia e la forza per spingere la persona a iniziare a dimagrire.

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