La sensorialità viscerale o sensorialità interocettiva comprende le informazioni sensoriali che arrivano dai visceri interni del corpo alla coscienza. In genere sono sensazioni che arrivano dall’apparato cardiovascolare, gastrointestinale, respiratorio ed urogenitale. Esempi sono le sensazioni di nausea, il battito cardiaco, ma anche la sensazione di fame o di sazietà. Numerosi studi (Craig, 2008; Mehling e coll., 2009; Damasio, 2010) suggeriscono che queste sensazioni giochino un ruolo fondamentale nella costituzione dell’immagine corporea  e di conseguenza anche nello sviluppo e nel mantenimento del senso di sé. Uno studio pubblicato dall’autorevole Rivista Scandinava di Psicologia (Emanuelsen e coll., 2015) ha individuato come esista un rapporto inverso tra sensorialità viscerale e insoddisfazione nell’immagine corporea (maggiore è la sensorialità viscerale peggiore è l’insoddisfazione dell’immagine corporea) anche nei soggetti sani.

Insoddisfazione dell’immagine corporea e distinzione di fame e sazietà

Nella nostra cultura le persone (soprattutto le donne) sono bombardate da immagini della televisione e dei media che trasmettono ideali di bellezza che sono irraggiungibili per la maggior parte degli individui. Queste immagini sono interiorizzate a costituire le abitudini mentali della tipica bellezza ideale e sono associate a una crescente insoddisfazione corporea. Le teorie più accreditate suggeriscono che le donne sono in misura crescente oggettivate sessualmente in diversi contesti sociali e a causa di questo sono più vulnerabili a soccombere in situazioni riguardanti il loro corpo. Diversi studi hanno evidenziato come a questa vulnerabilità sia facilmente associata ansia e vergogna per il proprio corpo e problemi di tipo alimentare ((Tiggerman, 2013). Poiché le donne sono in particolare più facilmente consapevoli della loro esteriorità fisica, esse sembrerebbero avere di conseguenza minori attenzioni con cui focalizzarsi sugli stati interiori di fame o di sazietà.

La sensorialità interocettiva o la capacità di distinguere sensazioni come fame e sazietà.

Per avere ulteriori conferme, la ricerca citata (Emanuelsen e coll., 2015) ha messo a confronto due popolazioni sane di soggetti per verificare se esistesse un rapporto tra l’insoddisfazione dell’immagine corporea e la sensorialità interocettiva. Quest’ultima è oggi considerata come la capacità di individuare coscientemente segnali interiori viscerali come per esempio i segnali gastrici o il battito cardiaco. I risultati ottenuti dimostrano che anche nei soggetti sani esista un rapporto di tipo inverso tra insoddisfazione nell’immagine corporea e sensorialità viscerale. Pertanto anche un soggetto sano più è insoddisfatto della propria immagine corporea meno è capace di distinguere le sensazioni di fame e di sazietà e viceversa. Anche se sono necessarie ulteriori conferme, le ripercussioni di questa ricerca sono importanti. Considerato che le emozioni possono distorcere le capacità sensoriali interocettive (Pollatos e coll., 2008), possono esserci conseguenze sulle normali capacità di sentire la fame vera o la sazietà vara che verrebbero distorte e alterate nella loro percezione.

(a cura di Walter Orrù)