Alimentazione post-chirurgia bariatrica

Il grazing (spizzicare, mangiucchiare) è stato definito come l’assunzione di piccole quantità di cibo in maniera continuata in un arco di tempo definito, in modo molto frequente durante buona parte della giornata e in alcuni casi anche durante tutta la giornata (Micanti et al., 2016). Letteralmente significa “brucare” o “pascolare” e si sta diffondendo come nuova tendenza alimentare della popolazione occidentale. Tale comportamento è salito alla ribalta per le possibilità di far fallire nel lungo tempo l’efficacia dell’intervento chirurgico bariatrico.

Quanto è frequente il grazing?

Una revisione degli studi di Pizato et al. (2017) evidenzia una prevalenza che va dal 17 al 50% a seconda degli studi considerati, frequenza già confermata da una precedente revisione (Conceiçao et al., 2014). In genere il manifestarsi del grazing tende a crescere quanto più tempo passa dall’intervento chirurgico bariatrico.

Alcuni autori (Saunders, 2001) hanno anche riportato che pazienti con Disturbo da Binge Eating (Disturbo da abbuffatte alimentari) individuati prima dell’intervento chirurgico acquisiscono questo comportamento particolare dopo 6 mesi dall’intervento. Inoltre Colles et al. (2008) hanno scoperto che circa il 60% dei pazienti pre-intervento bariatrico con Disturbo da Binge Eating diventavano grazers (spizzicatori compulsivi) un anno dopo l’intervento, mentre il 94% dei soggetti grazers individuati prima dell’intervento, continuavano ad esserlo dopo l’intervento.

Da questi dati emerge la serietà del problema e le possibili conseguenze, soprattutto sull’efficacia dell’intervento di chirurgia bariatrica.

Il grazing peggiora il mantenimento di peso post-chirurgia bariatrica?

Le attuali linee guida sul comportamento nutrizionale post-chirurgia bariatrica prescrivono l’acquisizione di abitudini alimentari come il mangiare lentamente, masticare accuratamente e a fondo ed aumentare la frequenza dei pasti. Ovviamente questo modello proposto non è grazing in  quanto viene proposto in un contesto di consapevolezza delle sensazioni di fame e sazietà, per cui il soggetto mangia in modo pianificato e controllato. Infatti è stato uno stadio australiano (Colles et al., 2008) che ha evidenziato in modo particolare come il grazing fosse facilmente associato a perdita di controllo. Questo è stato confermato anche da altri studi più recenti (Coceiçao et al., 2014).

Oggi quindi il grazing è considerato un comportamento alimentare altamente disfunzionale che tende a persistere anche dopo la chirurgia bariatrica, determinando spesso conseguenze negative sugli esiti a distanza dell’intervento.

Come neutralizzare il grazing?

Si è già detto che manipolare in modo controllato la frequenza dei pasti è uno dei modi per limitare gli effetti negativi del grazing (Bachman e Raynor, 2012), ma il vero problema sembra essere più la perdita di controllo. Allo stato attuale sono in corso ricerche che sembrano dimostrare un ruolo positivo svolto dalla psicoterapia cognitivo-comportamentale nel limitare il grazing (Smith e Whittingham, 2017).

(a cura di Walter Orrù)