Ancora posti disponibili per il Corso di Specializzazione in Psicoterapia Bionomica.

La Scuola è riservata a medici e psicologi, è riconosciuta dal MIUR e abilita alla professione di psicoterapeuta. Dura quattro anni.

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Che cosa è la psicoterapia bionomico-autogena?

La psicoterapia bionomico-autogena è una psicoterapia che ha un modello teorico che si ispira ai lavori di Schultz, Jung e Freud.

È una psicoterapia analitica?

Si, perché imposta sia l’atteggiamento con il paziente che le sue tecniche più conosciute (training autogeno inferiore e superiore) attraverso la natura simbolica e transferale della relazione terapeutica. Ciò consente di arrivare alla consapevolezza e alla comprensione delle immagini primordiali che costituiscono il piano di vita originario del soggetto. È grazie al lavoro di elaborazione analitica delle immagini corporee e psichiche che viene attuata l’espansione della coscienza e l’individuazione del piano di vita del paziente.

È una psicoterapia immaginativa?

Si, perché utilizza tecniche autogene specifiche che consentono l’emergere alla coscienza di immagini profonde spontanee provenienti dagli strati più profondi della personalità. In una prima fase si tratta di immagini prevalentemente corporee, la cui analisi ed elaborazione psichica consente sia la liberazione di blocchi o fissazioni collegate all’immagine corporea dell’individuo che l’individuazione di immagini primordiali corporee collegate al piano di vita. In una seconda fase si tratta di immagini prevalentemente psichiche provenienti sia dal piano di vita che acquisite che dopo l’analisi e l’elaborazione possono essere integrate in una sintesi con il resto della personalità.

È una psicoterapia simbolica?

Si, perché si appoggia alle funzioni simboliche della psiche che rispondono essenzialmente all’autonomia dell’inconscio più che all’intenzionalità del conscio, ovvero sono autogene. Esse seguono trame arcane che giacciono nelle strutture profonde dell’organismo e della psiche, ovvero seguono direttrici bionomiche. L’autonomia della vita inconscia impone una riconsiderazione delle funzioni dell’Io che passa attraverso un’esperienza di disidentificazione dall’Io; la natura bionomica del percorso di vita apre la psicoterapia autogena alla prospettiva esistenziale. Lo studio dei simboli corporei e psichici costituisce un elemento imprescindibile nell’analisi e nell’elaborazione delle immagini oniriche e autogene.

È anche una psicoterapia a mediazione corporea?

Si, perché la consapevolezza del soggetto inizia dall’analisi e dall’elaborazione delle immagini corporee proposte dai vissuti autogeni del paziente. È corporea anche perché il paziente apprende il proprio linguaggio corporeo (sensazioni ed emozioni) attraverso l’uso di tecniche specifiche che servono ad integrarlo al linguaggio psichico. Come affermava Freud, l’Io è inizialmente corporeo e solo successivamente è psichico; la psicoterapia bionomica rispetta  tale successione occupandosi prima degli aspetti corporei per integrarli con quelli psichici. Questo spiega la particolare specificità della psicoterapia autogena per la risoluzione dei disturbi somatici e psicosomatici e le sue peculiarità nella psicoterapia dell’infanzia.

Ha delle evidenze psicofisiologiche?

Si, perché la psicoterapia bionomico-autogena è una delle poche psicoterapie che ha al suo attivo una gran mole di studi empirici che hanno dimostrato l’efficacia e l’efficienza delle tecniche autogene utilizzate nel suo ambito. Già in un editoriale di diversianni fa il training autogeno è stata considerata la tecnica principe per il trattamento dei disturbi somatoformi e psicosomatici. Inserendo le parole chiave “autogenic” e “training” è oggi possibile eseguire una breve ricerca su PUB MED, il più importante motore di ricerca nell’ambito della ricerca scientifica medica e psicologica ‘evidence-based’, e rivelare che esistono più di mille articoli sul metodo autogeno che ne dimostrano l’utilità e l’applicazione in un numero cospicuo di disturbi, da quelli ansiosi a quelli depressivi, fino a quelli nevrotici.

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