Nel ciclo dei seminari junghiani organizzati in precedenza dal FORMIST si è affrontato il tema della funzione costruttiva dell’inconscio, la capacità cioè dell’inconscio di orientare il percorso “risanante”, che si manifesta soprattutto nei sogni (ed in psicoterapia bionomica anche nei vissuti autogeni del training autogeno analitico). Questo concetto della funzione costruttiva è collegato alla funzione compensatrice dell’inconscio e alla teoria junghiana dell’inconscio collettivo ed ha nelle immagini archetipiche la base psichica. In psicologia analitica l’analisi dei sogni (e in psicoterapia bionomica l’analisi dei vissuti autogeni), l’analisi del transfert e del controtransfert  sono tutte componenti importanti della costruzione della fase centrale della psicoterapia.

In che modo le immagini dei sogni e dei vissuti autogeni sono “risananti”?

L’inconscio collettivo e le immagini archetipiche hanno in questo caso un ruolo fondamentale per la dinamica risanante. Infatti le immagini archetipiche agiscono come inconsci « regolatori » o « dominanti », o forme tipiche di comportamento, proprio come gli istinti sono forme tipiche di azione. Secondo Jung questi regolatori entrano in azione tutte le volte che si verifica uno scompenso o un problema psichico. In altre parole l’inconscio contiene tutti quegli elementi che sono necessari per l’autoregolazione risanante della psiche. Pertanto all’emergere di queste immagini in psicoterapia viene attribuito un ruolo terapeutico poiché orientano il soggetto sul percorso di cura che deve effettuare.

In che modo le immagini archetipiche (e le immagini autogene) orientano il soggetto?

Sono i simboli contenuti nelle immagini archetipiche ad orientare il percorso di individuazione e di risanamento del soggetto. Secondo la concezione junghiana del simbolo infatti le immagini archetipiche si manifestano sotto forma di simboli. Un simbolo in realtà va al di là della sua formulazione cosciente. Proprio perché è a cavallo tra conscio ed inconscio non è la traduzione irriducibilmente fissata di un elemento del sogno in un’immagine, ma esprime un fatto nuovo e complesso, che, proprio in ragione di questa novità e complessità va al di là della formulazione cosciente. Il simbolo agisce proprio come un trasformatore psicologico di energia, dice Jung. Per cui la comprensione del senso del simbolo orienta il soggetto su come deve star bene.

In che modo l’analisi del transfert e del controtransfert orientano il soggetto?

È l’attività co-immaginativa e co-percettiva tra paziente e terapeuta (il cosiddetto campo immaginale) e le immagini che costituiscono questo campo che diventano il terzo elemento, che è quindi accessibile ad entrambi i membri della relazione terapeutica, da cui si evince l’orientamento terapeutico e la costruzione del processo analitico. In particolare le immagini dell’archetipo del guaritore-ferito, immagini di tipo controtransferale, possono orientare la cura in direzione produttiva piuttosto che distruttiva.