La concezione della vita di Schultz

 Che cosa è la psicoterapia bionomica o autogena?

La concezione della vita di Schultz

La concezione bionomica della vita fu sviluppata da Schultz a partire dalla teoria dell’ordine di K. E. Rothschuh e dalle riflessioni di alcuni pensatori suoi contemporanei, soprattutto L. Von Bertalanffy, F. Alverdes e B. Dürken. In tale modello propose una concezione della personalità, caratterizzata da due tipi di ordine, l’ordine logico-razionale e l’ordine bionomico. Quest’ultimo caratterizza in modo particolare l’unicità del soggetto. Si tratta infatti di uno specifico modo di collegarsi dei comportamenti, delle emozioni e dei processi organici tra di loro, in modo tale da spingere il soggetto lungo un percorso di vita e poter realizzare ciò che l’individuo ha inscritto fin dall’inizio nel suo piano di vita. Fanno parte della concezione schultziana della vita altri otto principi, vere e proprie leggi della vita, che ne regolano lo svolgimento. Essi sono:

  1.     La struttura; è un elemento fondamentale della vita. Ogni essere vivente è caratterizzato da una struttura unitaria e dinamica di tipo sistemico, regolare, ordinata in livelli o strati, che mantiene un’autoconformazione unitaria nonostante la stratificazione e una regolarità anche quando presenta delle irregolarità.
  2.     La totalità; la vita e la personalità degli esseri umani sono caratterizzati dalla totalità di psiche e soma, che Schultz chiama organismo. Nell’organismo la totalità è presente fin dai primi momenti della vita e viene mantenuta nonostante tutte le divisioni e gli smembramenti a cui può andare incontro.
  3.     La processualità; la vita degli esseri umani è caratterizzata dalla processualità, con un suo specifico riferimento al futuro, con un decorso ritmico, con la capacità di variabilità e una direzione dotata di senso verso l’autoconservazione e la conservazione della specie. Essere dotati di processualità significa essere sempre in movimento con una direzione ben precisa, quella dall’interno verso l’esterno. Significa inoltre che tale movimento processuale non è fine a se stesso, ma ha un senso innato rivolto al futuro. Pertanto tutti gli esseri viventi mostrano comportamenti, funzioni, etc. che sono sempre finalizzati a qualcosa di futuro.
  4.     La dinamicità; è un concetto molto vicino a quello di processualità. Schultz considera la vita come un flusso dinamicamente oscillante, caratterizzato dalla possibilità degli organismi viventi di effettuare scambi con l’esterno, dallo stato di equilibrio dinamico che consente un ambiente interno costante, ma in equilibrio per lo scambio ed il flusso di componenti materiali con l’esterno; caratterizzato dall’equifinalità; dall’omeostasi e dai processi di autoregolazione; dalla crescita e dalla maturazione e infine dalla plasmabilità e dall’adattamento.
  5.     L’autoergia; La vita ha un movimento proprio, un automovimento interiore autonomo che si sviluppa nel confronto con l’ambiente. è stata anche chiamato da Schultz, autoergia.
  6.     La reagibilità, la suscettibilità e la sensibilità; sono caratteristiche della vita importanti per la comprensione. Gli esseri umani sono sensibili, suscettibili e reagiscono nel confronto con l’ambiente. Da ciò riescono a ricavare gli elementi alla base della comprensione dell’altro.
  7.     La coerenza con il contesto; gli esseri viventi sono in stretto ed indissolubile collegamento con l’ambiente. Con coerenza con il contesto s’intende cioè la coerenza senza soluzioni dei comportamenti dell’individuo con l’ambiente interiore e con l’ambiente circostante.
  8.     L’autosenso; fa parte della vita anche un senso, un significato proprio, inteso come autoattività impregnata di valori.

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