La Scuola

La Scuola SUPERIORE di Psicoterapia Bionomica di Cagliari

La Scuola Superiore di Psicoterapia Bionomica di Cagliari è una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Bionomica nata nel 1992 ad opera del FORMIST, il quale, con il supporto di docenti dell’Istituto di Psicologia e dell’Istituto di Clinica Psichiatrica dell’Università di Cagliari e di Varese, e in collaborazione con l’ICSAT, la Società scientifica dei cultori della psicoterapia bionomica e del training autogeno, fondarono la Scuola con l’intento di recuperare e di sviluppare le radici autentiche della psicoterapia schultziana e di formare psicoterapeuti in linea con le vigenti leggi italiane.

La Scuola, che è fino ad oggi la prima e unica Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Bionomica esistente in Italia, è caratterizzata da una serie di punti di forza che la collocano a livelli assai elevati sul piano della didattica e della qualità formativa. Oltre che obiettivi formativi a livello nazionale, essa porta avanti obiettivi di sviluppo e di ricerca in collaborazione con l’Istituto Schultz di Cagliari e con altri centri di ricerca in Italia e all’estero. In tal modo si propone due obiettivi fondamentali, uno a livello internazionale e uno a livello nazionale:

A: a livello internazionale l’obiettivo di portare avanti e di sviluppare, attraverso la ricerca, la radice storica originaria della psicoterapia bionomica. I punti di riferimento per tale obiettivo sono le indicazioni della Scuola Austriaca di H. Wallnöfer, unico allievo vivente di Schultz, comunque rivisitate e verificate alla luce di un profondo e accurato lavoro di analisi critica dell’opera originaria di Schultz.

B: a livello nazionale lo sviluppo della conoscenza della psicoterapia autogena o bionomica e la formazione di psicoterapeuti in linea con le recenti norme di legge.

I punti fondanti della Scuola di Cagliari sono:

  1.     Una accurata formazione in psicoterapia generale, poiché prima che bionomica la formazione è in psicoterapia generale. Verranno infatti appresi i principali modelli psicoterapici oggi esistenti, da quello cognitivo-comportamentale a quello sistemico-relazionale, da quello psicodinamico fino a quello psicodrammatico.
  2.     Una approfondita formazione psicoterapica bionomica in linea con la specificità e l’autenticità dell’indirizzo: fanno parte di ciò l’approfondimento e lo studio critico dell’opera originale di Schultz e dei suoi allievi.
  3.     Un corpo docente formato da esperti di psicoterapia provenienti da diversi centri e università italiani a garantire una formazione psicologica e psicoterapica elevata sul piano qualitativo.
  4.     Un corpo di didatti provenienti dall’I.C.S.A.T. e formati al suo interno per garantire la continuità ed il collegamento con la tradizione scientifica bionomica schultziana.
  5.     L’attenzione rivolta alla specificità dei diversi tipi di utenti: individuo, gruppi, infanzia e adolescenza, coppie, famiglia e anziani.
  6.     La creazione di un fecondo ambiente culturale e di ricerca attraverso gli scambi ed i contatti con centri italiani ed esteri.
  7.     La conoscenza in Italia delle opere originali di Schultz con la loro traduzione in italiano. A tal proposito la scuola si è fatta carico della traduzione in italiano delle opere di Schultz, che sono peraltro già disponibili in forma di dispensa per gli allievi della scuola. È già uscita per i tipi della Masson di Milano nel marzo 2001, la prima di queste opere, e cioè la traduzione italiana di “Bionome Psychotherapie” del 1951.

La scuola è attiva dal 1994 con dei corsi di approfondimento della psicoterapia bionomica e dal 1997 con un corso quadriennale per medici e psicologi.

La Scuola è riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con D.M. del 9/10/2001. Rilascia il Diploma di Specializzazione in psicoterapia secondo l’art.3 della Legge 56/89.

La psicoterapia bionomica

La psicoterapia bionomica fa parte del filone delle psicoterapie immaginativo-autogene. È stata creata da Iohann Heinrich Schultz (1887-1970), medico neurofisiologo già famoso per l’elaborazione del training autogeno, una delle tecniche bionomiche più conosciute. Schultz sviluppò il suo metodo psicoterapico, denominandolo “psicoterapia bionomica” (da “bios”, vita e “nomos”, legge) a sottolineare l’importanza degli aspetti biologici e somatici nell’impostazione della psicoterapia. Avendo delle forti vicinanze con l’approccio junghiano, al suo interno sono continuamente discusse le integrazioni, i confronti e le differenziazioni rispetto all’approccio junghiano, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti archetipici.

La psicoterapia bionomico-autogena è una psicoterapia:

  1. a) analitica, 

    perché è impostata sia sull’analisi degli strati profondi della personalità, che sulla natura simbolica, transferale e controtransferale della relazione terapeutica. Ciò consente di arrivare alla consapevolezza e alla comprensione delle immagini primordiali che costituiscono il piano di vita del soggetto. Il lavoro di elaborazione analitica delle immagini corporee e psichiche viene attuato con l’intento di espandere la coscienza fino a individuare il piano di vita del paziente.

  2. b) immaginativa,

    perché utilizza tecniche autogene specifiche che consentono l’emergere alla coscienza di immagini profonde spontanee provenienti dagli strati più profondi della personalità. In una prima fase si tratta di immagini prevalentemente corporee, la cui analisi ed elaborazione psichica consente sia la liberazione di blocchi o fissazioni collegate all’immagine corporea dell’individuo che l’individuazione di immagini primordiali corporee collegate al piano di vita. In una seconda fase si tratta di immagini prevalentemente psichiche provenienti sia dal piano di vita che acquisite, che dopo l’analisi e l’elaborazione possono essere integrate in una sintesi con il resto della personalità.

  3. c) corporea,

    perché inizia dall’analisi e dall’elaborazione delle immagini corporee proposte dai vissuti autogeni del paziente. È corporea anche perché il paziente apprende il proprio linguaggio corporeo (sensazioni ed emozioni) attraverso l’uso di tecniche specifiche che servono ad integrarlo al linguaggio psichico. Come affermava Freud, l’Io è inizialmente corporeo e solo successivamente è psichico; la psicoterapia bionomica rispetta tale successione occupandosi prima degli aspetti corporei per integrarli con quelli psichici. Questo spiega la particolare specificità della psicoterapia autogena per la risoluzione dei disturbi somatici e psicosomatici e le sue peculiarità nella psicoterapia dell’infanzia.

  4. d) simbolica,

    poiché le funzioni simboliche della psiche rispondono essenzialmente all’autonomia dell’inconscio più che all’intenzionalità del conscio, ovvero sono autogene. Esse seguono trame che giacciono nelle strutture profonde dell’organismo e della psiche, ovvero seguono direttrici bionomiche. L’autonomia della vita inconscia impone una riconsiderazione delle funzioni dell’Io che passa attraverso un’esperienza di disidentificazione dall’Io; la natura bionomica del percorso di vita dischiude la psicoterapia autogena alla prospettiva esistenziale. Lo studio dei simboli corporei e psichici costituisce un elemento imprescindibile nell’analisi e nell’elaborazione delle immagini oniriche e autogene.

  5. e) con evidenze

    psicofisiologiche, perché la psicoterapia bionomico-autogena è una delle poche psicoterapie che ha al suo attivo una gran mole di studi empirici che hanno dimostrato l’efficacia e l’efficienza delle tecniche autogene utilizzate nel suo ambito. Già in un editoriale di diversi anni fa il training autogeno è stata considerata la tecnica principe per il trattamento dei disturbi somatoformi e psicosomatici. Inserendo le parole chiave “autogenic” e “training” è oggi possibile eseguire una breve ricerca su PUB MED, il più importante motore di ricerca nell’ambito della ricerca scientifica medica e psicologica ‘evidence-based’, e rivelare che esistono più di mille articoli sul metodo autogeno che ne dimostrano l’utilità e l’applicazione in un numero cospicuo di disturbi, da quelli ansiosi a quelli depressivi, fino a quelli nevrotici.


La Scuola SUPERIORE di Psicoterapia Bionomica di Cagliari